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Lettera del dr. Luca Bolognesi ai colleghi infettivologhi
Inserito il 29 ottobre 2008 alle 12:59:03 da master.
Il testo
Cari Colleghi,

colgo l’occasione dell’Assemblea dei Soci SIMIT per presentare alcune riflessioni ed una proposta.

Ho notato con interesse che nel Programma del prossimo Congresso SIMIT è inserita una Lettura Magistrale sui temi del cosiddetto accanimento terapeutico e delle direttive anticipate di trattamento, le cui proposte di legge sono in discussione in Parlamento.

Le direttive anticipate di trattamento, di provenienza dal’ambiente culturale anglosassone, aprono diverse problematiche, già evidenziate nel Parere ad hoc espresso dal Comitato Nazionale di Bioetica il 18 dicembre 2003, tra le altre una messa in discussione e forse un attacco ad un sereno rapporto Medico-Paziente, già peraltro esplicitamente caratterizzato dagli Articoli 3, 13, 14, 15, 17, 18, 32, 35, 38 e 39 del Codice di Deontologia Professionale dei Medici 2006.

Questa problematica si innesta su una delle debolezze strutturali del percorso di formazione del Medico, sia di Laurea che di formazione specialistica, ovvero quella di pensare la Medicina moderna sul modello delle scienze sperimentali (ma la medicina non è una scienza anche se si avvale delle diverse scienze che la compongono), per cui le attitudini richieste al medico finiscono con il comprendere sempre meno le doti della comunicazione e le qualità e capacità della relazione interpersonale, compresa quella Medico-Paziente, competenze che quindi solitamente non vengono sviluppate.

Ora, se il Medico è soltanto un operaio altamente specializzato sulla macchina corporea, è evidente che non sentirà come proprio e decisivo il compito della comunicazione e della relazione con il Paziente ed altre professionalità ne prenderanno alcuni compiti propri.
Poco male, forse, ma così si formerà (o si è già formata) una figura amputata di Medico, divenuto un tecnico esecutore o interprete di esami strumentali o di laboratorio, prescrittore di farmaci e di presidi, osservatore della realtà clinica dall’angolo della statistica, ma lontano dal Paziente e svuotato di alcune caratteristiche ontologiche essenziali.

In una recente tavola rotonda sul tema dell’Eutanasia il Presidente della Società della Salute della Valdera ha portato ad esempio la parafrasi del Prof. Spinsanti del noto racconto del ”buon samaritano”: il personaggio positivo, quello che ha avuto compassione per il malato e gli è stato vicino era un Infermiere Professionale; i due Medici, passati al letto del malato erano descritti, per motivi diversi. come personaggi negativi; interessante che un politico che si occupa di sanità porti in pubblico questo tipo di esempio, che peraltro, per alcuni versi, può corrispondere alla realtà.

Dunque: verosimilmente esiste un diffuso gap nella formazione, una visione sospetta o anche negativa ed è in atto un ulteriore attacco nei confronti della fiducia nel Medico.

La proposta: forse non è troppo tardi per affrontare queste problematiche e pensare anche eventi di formazione e di confronto; la SIMIT potrebbe essere promotrice di questa formazione, oltre la essenziale formazione scientifica, seguendo le raccomandazioni conclusive del documento “Scopi, limiti e rischi della Medicina” del 14 dicembre 2001 nel quale il CNB ribadisce l'importanza fondamentale che la formazione del personale sanitario riveste nel contesto attuale, sottolineando in particolare la necessità che tale formazione sia di carattere etico e deontologico oltre che tecnico scientifico, al fine di far fronte alla complessità della malattia, ma prima ancora di considerare e trattare il malato tenendo conto della sua dimensione personale umana oltre che clinica.

Ringrazio per l’attenzione

Dr. Luca Bolognesi
 
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